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Nessuno potrà mai restituire a chi è stato vittima di un reato di tipo mafioso ciò che ha perso. Sia esso un affetto, un bene o un diritto. Ma un atto di concreta solidarietà può aiutare a ricominciare.
Lo Stato sostiene le vittime dei reati di tipo mafioso, garantendo l'effettivo risarcimento dei danni liquidati in sentenza.
La legge 512 del 22/12/1999, prevede la
costituzione di un Fondo di rotazione per la solidarietà
alle vittime dei reati di tipo mafioso. A questo scopo
presso il Ministero dell’Interno, è stato istituito oltre
al succitato Fondo, un Comitato di solidarietà che delibera
sulle domande di accesso al Fondo stesso, presieduto da
un Commissario che coordina le iniziative in favore delle
vittime di questo tipo di reati. I benefici previsti dal
Fondo di solidarietà, sono il pagamento delle somme assegnate
previste dal Giudice per il risarcimento dei danni subiti
e il rimborso delle spese di giudizio.
Devono tuttavia ricorrere alcune particolari condizioni per poter accedere ai benefici previsti anche, oltre che per le vittime, per i loro eredi e per gli enti:
- aver subito danni in conseguenza di reati di tipo mafioso;
- aver ottenuto in proprio favore, nel relativo giudizio penale o civile e successivamente alla data del 30/9/1982, una sentenza definitiva o non definitiva a seconda dei casi, che riconosca i danni subiti;
- non avere situazioni soggettive ostative del codice di procedura penale o una misura di prevenzione applicata ai sensi della legge 575/65, né procedimenti in corso.
Per poter ottenere tali risarcimenti, è necessario compilare la domanda di accesso
al Fondo, scaricabile da questo sito alla pagina dei documenti
e disponibile presso tutte le Prefetture, allegando alla
stessa una copia autentica dell’estratto della sentenza
e presentandola all’Ufficio di Governo di residenza o
dove ha sede l’Autorità Giudiziaria che ha emesso la sentenza.
La pratica sarà quindi istruita dal Prefetto che passerà
poi il tutto al Comitato di solidarietà per le decisioni
finali.
Ulteriori e più dettagliate informazioni in merito, sono
disponibili sul sito del Ministero dell’Interno all’indirizzo
www.interno.it
o chiamando il numero verde 800.191000. |
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