Fondazione "Buon Samaritano" - Foggia
lunedì 6 febbraio 2012  
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Nessuno potrà mai restituire a chi è stato vittima di un reato di tipo mafioso ciò che ha perso. Sia esso un affetto, un bene o un diritto. Ma un atto di concreta solidarietà può aiutare a ricominciare.

Lo Stato sostiene le vittime dei reati di tipo mafioso, garantendo l'effettivo risarcimento dei danni liquidati in sentenza.

La legge 512 del 22/12/1999, prevede la costituzione di un Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso. A questo scopo presso il Ministero dell’Interno, è stato istituito oltre al succitato Fondo, un Comitato di solidarietà che delibera sulle domande di accesso al Fondo stesso, presieduto da un Commissario che coordina le iniziative in favore delle vittime di questo tipo di reati. I benefici previsti dal Fondo di solidarietà, sono il pagamento delle somme assegnate previste dal Giudice per il risarcimento dei danni subiti e il rimborso delle spese di giudizio.

Devono tuttavia ricorrere alcune particolari condizioni per poter accedere ai benefici previsti anche, oltre che per le vittime, per i loro eredi e per gli enti:
  • aver subito danni in conseguenza di reati di tipo mafioso;

  • aver ottenuto in proprio favore, nel relativo giudizio penale o civile e successivamente alla data del 30/9/1982, una sentenza definitiva o non definitiva a seconda dei casi, che riconosca i danni subiti;

  • non avere situazioni soggettive ostative del codice di procedura penale o una misura di prevenzione applicata ai sensi della legge 575/65, né procedimenti in corso.
Per poter ottenere tali risarcimenti, è necessario compilare la domanda di accesso al Fondo, scaricabile da questo sito alla pagina dei documenti e disponibile presso tutte le Prefetture, allegando alla stessa una copia autentica dell’estratto della sentenza e presentandola all’Ufficio di Governo di residenza o dove ha sede l’Autorità Giudiziaria che ha emesso la sentenza. La pratica sarà quindi istruita dal Prefetto che passerà poi il tutto al Comitato di solidarietà per le decisioni finali.

Ulteriori e più dettagliate informazioni in merito, sono disponibili sul sito del Ministero dell’Interno all’indirizzo www.interno.it o chiamando il numero verde 800.191000.
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